Lo psichiatra bolognese e la fumettista svizzera, autori di opere diversissime
Ma entrambe ispirate dall’urgenza di combattere stereotipi e pregiudizi
Per il Giornalismo, Giovanni De Plato, psichiatra, scrittore, editorialista del Corriere della sera di Bologna. Per il Graphic novel, la fumettista svizzera Rina Jost. Sono questi i vincitori della quarta edizione del Premio.
Due riconoscimenti ad autori di opere diversissime tra loro per tecnica espressiva e contenuti, ma ispirate entrambe dall’urgenza di combattere gli stereotipi e i pregiudizi. Giovanni De Plato: l’associazione tra arte e follia e il luogo comune secondo il quale l’artista geniale è sempre un po’ “matto”. Rina Jost: la convinzione – che spesso aggrava la situazione della famiglie – che chi si occupa di un figlio, di un fratello, di un genitore sofferente e incapace di badare a sé stesso, debba mettere da parte le proprie angosce e le proprie fragilità in nome della più grande missione che la vita gli ha affidato. La fantasia non è follia e i caregiver non sono eroi.
La consegna dei riconoscimenti avverrà il prossimo venerdì 10 aprile, alle ore 17 a Imola, nella sala convegni della BIM – biblioteca comunale, in via Emilia 80. Dopo i saluti istituzionali, si procederà alla premiazione dei vincitori. Verrà presentato il libro di Rina Jost
Mentre ero via (Diabolo Edizioni, 2025), alla presenza dell’autrice; a seguire Giovanni De Plato, intervistato dal giornalista Lorenzo Sani, approfondirà il tema della salute mentale, in particolare l’associazione “arte e follia”.
Fin dalla prima edizione, il Premio Garbesi è diventato un punto di riferimento per quanti difendono e raccontano i diritti dei più fragili. Nel 2023 la sezione Giornalismo è stata vinta da Stefano Belisari, in arte Elio delle Storie Tese, Gianluca Nicoletti e Domenico Pesacane (Mimmo Pesce per gli ascoltatori di Tele Lombardia), un artista, un giornalista, un commentatore sportivo, padri di ragazzi autistici uniti dalla volontà di rendere effettiva la consapevolezza della condizione dei loro figli. Il premio per la sezione Graphic novel è andato Leila Marzocchi per l’opera L’ombra non è mai così lontana (Oblomov).
Nella seconda edizione, nel 2024, il riconoscimento per la sezione giornalismo è andato a Luigi Manconi. Per il Graphic novel è stato premiato Leonardo Ottoni, un ragazzo autistico imolese di 25 anni, capace – come recitava la motivazione – di “far parlare i colori”.
Lo scorso anno, il premio è stato assegnato solo per la sezione Giornalismo. È andato a Stefania Delendati, direttrice di Superando.it, per il suo “impegno a tutela dei diritti delle persone disabili, la cura e la tenacia con cui lo svolge, l’eleganza dello stile, il contributo
costante – dal 2024 in qualità di direttrice – che ha dato alla storia ventennale di Superando.it, un organo d’informazione che affronta, e risolve, la questione del linguaggio sulle persone disabili nella pratica quotidiana”.
Stefania ci ha lasciato a gennaio, a 49 anni. A lei e al suo ricordo sarà dedicata questa quarta edizione.
Lo scorso anno l’assegnazione del riconoscimento a Stefania Delendati ha coinciso con un evento rilevante per il giornalismo italiano: l’elaborazione di un “vademecum” che indica ai professionisti dell’informazione come trattare la disabilità in modo corretto, rispettoso
delle persone e dei loro diritti. “Comunicare la disabilità. Prima la persona” – questo il titolo – è stato presentato a Imola da Lorenzo Sani, uno degli autori, alla presenza del presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Bartoli, nel corso di un incontro programmatico: “Comunicare la disabilità. L’Osservatorio di Imola”. Un osservatorio che opera in una città che ha vissuto in prima linea la lotta di Liberazione e poi la lotta per l’affermazione e l’applicazione della riforma Basaglia, cioè l’atto fondativo di quel “prima la
persona” che è alla base delle linee-guida dei giornalisti italiani.
“Dalla città dei matti alla città di tutti” è stato il titolo dell’ulteriore evento organizzato – lo scorso 19 novembre – nell’Auditorium dell’Osservanza, con un incontro formativo e presentazione del vademecum “Comunicare la salute mentale”, curato da Renato D’Argenio e Lorenzo Sani, in collaborazione con Rai per la Sostenibilità–ESG e il Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 2. Durante l’evento è stato illustrato anche il progetto di trasformazione dell’ex manicomio dell’Osservanza di Imola, reso possibile da un investimento di oltre 20 milioni di euro nell’ambito del PNRR.
I numerosi amici del Premio – Oltre che dalle istituzioni locali, il Premio Garbesi ha il sostegno di numerosi amici che, fin dalla prima edizione, hanno dato il loro contributo, con le loro parole e la loro arte. Ricordiamo in particolare, il cardinale Matteo Maria Zuppi,
arcivescovo di Bologna, Alessandro Bergonzoni e Paolo Fresu. Ricordiamo Federico Caiazzo, autore, attore, regista che ha dato voce a Ludovico fin dalla prima edizione.
La giuria del Premio Garbesi è composta da: Marco Panieri, sindaco di Imola; Giacomo Gambi, assessore alla Cultura, Politiche giovanili, Legalità e Pace; Lara Alpi, direttrice del settimanale Sabato sera; Alfredo Antonaros, In rappresentanza di Ludovico Bellu;
Claudio Arrigoni, giornalista; Vinicio Dall’Ara, giornalista; Maria Novella De Luca, inviata de La Repubblica; Arianna Di Pietro, libraia della libreria Il Mosaico; Simone Fanti, giornalista, direttore della Fondazione Mantovani-Castorina; Valter Galavotti,
rappresentante dell’Unione regionale associazioni della salute mentale (Urasam); Carlo Lucarelli, scrittore; Cristina Montanari, bibliotecaria alla biblioteca per ragazzi Casa Piani del Comune di Imola; Tania Murenu, ufficio stampa editoriale e docente; Giovanni Rossi,
consigliere nazionale della FNSI; Gabrio Salieri, presidente dell’Associazione Nazionale partigiani d’Italia (ANPI) di Imola; Chiara Sorbello, presidente Associazione Impresa e Professioni; Igort (Igor Tuveri), fumettista, scrittore e regista. Direttore della rivista Linus e di Oblomov Edizioni.