Contro gli stereotipi e i pregiudizi, in memoria di Stefania

Giovanni De Plato tra l'assessore Gambi e Alfredo Antonaros
Giovanni De Plato tra l'assessore Gambi e Alfredo Antonaros

Nella sala San Francesco della Biblioteca comunale la consegna dei premi a Giovanni De Plato (Giornalismo) e Rina Jost (Graphic novel). La serata dedicata alla direttrice di Superando.it, vincitrice lo scorso anno

Un’edizione all’insegna della lotta contro gli stereotipi e i pregiudizi. Un’edizione dedicata alla vincitrice del 2025, Stefania Delendati, scomparsa nel gennaio scorso a 49 anni.

Nel ricordarla, con un testo appassionato e poetico, Simone Fanti ha citato un passo dell’editoriale che Stefania scrisse nell’assumere la direzione di Superando.it: “Non mi è mai piaciuto dire “mondo della disabilità”, è in antitesi con l’inclusione, una maniera per relegare una parte di umanità su un pianeta distante, mentre dobbiamo conoscerci e arricchirci a vicenda nell’unico mondo di cui tutti facciamo parte.”

La cerimonia di consegna del Premio 2026 per il Giornalismo allo psichiatra bolognese Giovanni De Plato e per il Graphic novel alla fumettista svizzera Rina Jost si è svolta venerdì 10 aprile nella sala San Francesco della Biblioteca comunale di Imola ed è stata condotta da Lara Alpi, direttrice del settimanale Sabato sera, dove Marina Garbesi mosse i primi passi nella professione giornalistica. Titolo della serata, “La vera malattia si chiama pregiudizio”.

I riconoscimenti – un assegno di 2.500 euro al Graphic novel e una ceramica donata da Bertozzi & Casoni e prodotti enogastronomici offerti da Clai per la sezione Giornalismo –  sono andati a due opere diversissime tra loro per tecnica espressiva e contenuti, ma ispirate entrambe dall’urgenza di combattere i luoghi comuni. Giovanni De Plato, l’associazione tra arte e follia e il luogo comune secondo il quale l’artista geniale è sempre un po’ “matto” (il suo ultimo libro, uscito lo scorso anno per Pendragon, è dedicato a Edvard Munch). Rina Jost la convinzione che chi si occupa di un figlio, un fratello, un genitore sofferente e incapace di badare a sé stesso, debba mettere da parte le proprie angosce e le proprie fragilità in nome della più grande missione che la vita gli ha affidato. La fantasia non è follia e i caregiver non sono eroi.

Dopo il saluto del sindaco Marco Panieri e di Marco Pelliconi, a nome dell’Associazione Impresa e Professioni, Cristina Montanari, della Biblioteca ragazzi Casa Piani di Imola, ha letto il testo di Simone Fanti in ricordo di Stefania Delendati. L’assessore alla Cultura Giacomo Gambi ha poi consegnato i diplomi e i premi ai vincitori.

Intervistata da Arianna Di Pietro, della libreria “Il Mosaico” di Imola – col curatore del libro Matteo Gaspari nel ruolo di interprete – Rina Jost ha raccontato come è nata Mentre ero via (Diabolo Edizioni, 2025): dall’elaborazione artistica di una vicenda personale e familiare, il rapporto dell’autrice con una sorella colpita da una grave forma di depressione. E la faticosa acquisizione della consapevolezza che anche il care giver ha bisogno d’aiuto.

Giovanni De Plato, intervistato da Lorenzo Sani, ha illustrato il percorso intellettuale e professionale che l’ha portato a mettere la demolizione del luogo comune “genio e follia” al centro del suo impegno. Prima di Edvard Munch si è occupato di altri due grandi “matti” della pittura, Caravaggio e Van Gogh. Dimostrando che è la fantasia, non la follia, a creare l’arte. E che il genio appartiene a tutti.