Le motivazioni del Premio per il Graphic novel a Rina Jost
Rina Jost – fumettista svizzera – è stata premiata per l’opera di Graphic novel Mentre ero via, pubblicata da Diabolo Edizioni.
Ecco la motivazione: “Per l’originalità, la compiutezza formale e la capacità di affermare l’indicibile attraverso una narrazione mai scontata e manieristica, che si unisce a una ricerca profonda e compiuta nell’uso del segno grafico.
Rina Jost, con encomiabile abilità narrativa, accompagna chi legge in un viaggio che attraversa l’intima complessità di chi vive la depressione e il disagio psichico, sottolineando, e restituendo, l’assoluta importanza e centralità dei “caregiver”, figure che si scontrano con una realtà che non sempre è in grado di comprenderne fragilità e importanza. Il plauso della giuria va anche all’editore, al cui coraggio si deve la pubblicazione di un’opera di così grande valore poetico e sociale”.
In occasione della consegna del Premio, Rina Jost racconterà la sua opera nella sala della Biblioteca di Imola. Ma ecco in poche parole di che si tratta, nella presentazione dell’Editore.
“Un giorno all’apparenza come ogni altro, Sybil si trasforma in una pietra e scompare. Sta a Malin, la sua sorellina, intraprendere un viaggio alla sua ricerca per riportarla a casa dal mondo fantastico in cui si è immersa. E soprattutto sta a Malin capire come reagire alla causa di quella pietrificazione: la depressione. Tra creature benefiche, manifestazioni delle proprie paure e portali magici, una fiaba che mischia fantastico e simbolico per raccontarci con sincerità e dolcezza che stare vicino a qualcuno che sta male vuol dire, prima di tutto, avvicinarci a noi stessi”.
Utile a comprendere il percorso della caregiver Sybil, questo passo della recensione apparsa su Graphicmedicineitalia
“Rina Jost racconta in modo poetico, toccante e realistico la sua esperienza di sorella di una persona che soffre di depressione. L’autrice mostra che anche i famigliari delle persone con problemi di salute mentale possono avere bisogno di aiuto e devono prendersi cura di sé, prima di dedicarsi al loro parente in difficoltà”.